
La piazza sorge sull'area anticamente denominata "Foro Boario",un mercato di buoi sulle rive dell'antico porto commerciale di Roma; il Portus Tiberinus esisteva già prima della fondazione della città, la sistemazione urbanistica si ebbe soltanto sotto i re etruschi, in particolare con Servio Tullio con la sistemazione del porto e dei santuari ai lati. La piazza prende il nome dall'usanza medievale di far inserire all'accusato di un crimine la mano nella bocca di un mascherone,la famosa "Bocca della Verità"
una grossa pietra circolare che rappresenta un volto urlante, a quei tempi posto sulle mura esterne della chiesa di S.Maria in Cosmedin (ed attualmente posizionato sotto il portico della chiesa stessa)......se innocente non succedeva nulla,se colpevole...........zacchete,via la mano! naturalmente qualcuno (il magistrato), ben informato dei fatti o convinto di sapere la verità,faceva mettere il carnefice dall'altra parte del muro. Nella piazza sono presenti altri due templi: Il Tempio di Ercole ed il Tempio di Portunus.

Il tempio di Portunus è dedicato al protettore dei fiumi e dei porti. Collocato su un podio, ha quattro colonne ioniche scanalate in travertino sul fronte principale e dodici semicolonne addossate al muro in tufo della cella

Il Tempio di Ercole, di forma circolare, è il più antico edificio di marmo rimasto in Roma. Un periptero di 20 colonne poggiante su una crepidine a gradini, con fondazione in tufo di Grotta Oscura, cingeva la cella, che si apriva ad est con un'ampia porta. Un restauro del tempio si ebbe in età Tiberiana, probabilmente dopo l'inondazione del 15 d.C., La scoperta di un blocco con iscrizione, alla base della statua di culto, permette di identificare il tempio, dedicato a Hercules Victor, detto Olivarius.
L'edificio è chiamato anche, erroneamente, tempio di Vesta, forse perché simile a quello nei Fori, dedicato alla dea.

Piazza della Bocca della Verità, era due metri sopra il piano attuale della chiesa di S.Maria in Cosmedin, fu fatta livellare da Clemente XI nel 1715, in quell'occasione fece porre al centro della piazza la fontana dei Tritoni,opera del perugino Carlo Bizzaccheri, il quale, ispirandosi allo stemma stesso del pontefice, disegnò un catino ottagonale con gli otto lati concavi, per formare una stella a otto punte: la stella del papa Albani,nel mezzo, al di sopra di un gruppo di massi, ornati di erbe acquatiche, ed anch'essi di travertino come tutto il complesso della fontana, si innalzano due possenti tritoni, inginocchiati e con le code intrecciate. I due tritoni, che si volgono la schiena, con le braccia sollevate sostengono sulle spalle una tazza a forma di conchiglia di mare aperta, dalla quale fuoriesce l'acqua e sul cui bordo esterno è scolpito lo stemma dello stesso pontefice, tre monticelli sovrastati da una stella.

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